Via libera del Consiglio dei ministri, salvo intese, al Decreto Crescita. Vale quindi il testo del 2 aprile, ma nel comunicato non si parla di PIR





Il Consiglio dei Ministri, come atteso, ha approvato il testo del cosiddetto Decreto Crescita, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, del Ministro dell’economia e delle finanze Giovanni Tria e del Ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio. Il testo è stato approvato stato con la clausola “salvo intese”, che è la stessa formula con cui quindici giorni fa è stato approvato il decreto sblocca cantieri, che nel frattempo non è ancora stato pubblicato in Gazzetta. Il fatto che si sia ricorsi a quella clausola, dunque, segnala che esistono opinioni divergenti all’interno del governo su qualche punto. In ogni caso, nel frattempo, non è stato diffuso un nuovo testo del decreto, per cui fa fede quello discusso in pre-consiglio dei ministri, datato 2 aprile, e che BeBeez aveva già pubblicato lo scorso 3 aprile (si veda altro articolo di BeBeez sulle parti del testo del 2 aprile relative ai PIR e qui l’articolo di BeBeez sulla parte del testo del 2 aprile relativa a equity crowdfunding e social lending). Come si legge nel comunicato di ieri sera del CdM, “il testo prevede, in particolare, sgravi e incentivi fiscali, disposizioni per il rilancio degli investimenti privati, norme per la tutela del made in Italy e ulteriori misure per la crescita”.

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Pubblicato il: 5 Aprile 2019

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