Vantaggi e svantaggi dello stato sociale





Il dibattito sulle nuove forme di stato sociale non riguarda solo l’Italia, appena uscita da una campagna elettorale in cui le parole d’ordine sono state quelle della redistribuzione fiscale, del salario minimo e del reddito di cittadinanza, ma la maggior parte degli Stati avanzati. Un contributo del periodico statunitense The Atlantic offre spunti di riflessione interessanti che possono valere anche nel nostro Paese.Lo stato sociale non ci rende più pigriSecondo il giornalista americano Derek Thompson, occorre innanzitutto compiere un salto culturale e superare la nozione secondo cui il welfare renda indolenti, che negli Stati Uniti risale agli anni in cui il pensiero conservatore si opponeva alle grandi politiche di assistenza lanciate da Franklin Delano Roosevelt. Secondo questa vulgata, lo stato sociale risponderebbe solo all’imperativo morale di assistere chi è più povero e inciderebbe negativamente sui comportamenti individuali, demotivando gli assistiti dalla ricerca di un lavoro.Assistenza sociale e ricerca autonoma di un lavoroGli studi citati dall’articolo proverebbero invece l’assenza di qualsiasi evidenza empirica di un rapporto di causa-effetto tra interventismo pubblico e propensione al lavoro.

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Pubblicato il: 29 Marzo 2018

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