Uno studio Nasa su due gemelli astronauti dice che vivere nello spazio fa ammalare





Rischio di tumore in aumento, capacità cognitive peggiorate, mutazione genetiche. Uno studio della Nasa compiuto su due astronauti gemelli monozigoti (quindi con lo stesso identico patrimonio genetico) lancia segnali d’allarme. Scott Kelly è stato mandato in missione per 340 giorni sulla stazione spaziale, mentre il fratello Mark è rimasto a terra.Dopo il viaggio nello spazio, come riporta il Corriere della Sera, i due sono stati sottoposti a decine e decine di test medici:Dopo il ritorno di Scott, nel marzo del 2016, 84 scienziati di dodici università hanno messo a confronto con quelle del fratello le sue condizioni, analizzate prima, durante e dopo il soggiorno cosmico in dieci campi diversi, dalla genetica alla cognizione.Ma le conclusioni, analizzate dalla rivista Science, mettono in risalto alcuni aspetti che pesano per il futuro:A cominciare da ciò che può succedere alle cellule. Si è visto che le parti terminali dei cromosomi, i telomeri, in orbita sono cresciuti invece di diminuire, come se Scott stesse ringiovanendo. Dopo il ritorno i valori sono tornati normali al 91,3 per cento, ma non del tutto.Non è il solo aspetto genetico ad essere mutato e la causa più considerata dalle equipe è l’assorbimento delle radiazioni cosmiche, molto maggiore rispetto a quando si è sulla terra.Inoltre altri geni solitamente quieti si sono attivati influendo sul sistema immunitario. Con quali conseguenze non si sà.Diminuisce anche il microbioma e la massa corporea, ma soprattutto i folati (vitamina B-9)

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Pubblicato il: 17 Aprile 2019

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