
di Francesco Alberoni. Recentemente, sulla mia personal page di Facebook, ho proposto un seminario per dieci persone chiedendo la laurea e un’età compresa fra i 35 e i 55 anni.Mi hanno risposto in molti, ma ci sono state anche persone che non intendevano partecipare però mi accusavano di discriminare con la laurea e l’età, e che avrei dovuto ammettere tutti. Queste risposte mi hanno fatto venire in mente il governo e la proposta di togliere il numero chiuso a Medicina, quelli che vorrebbero accogliere tutti i migranti dell’Africa e dell’Asia, coloro che vogliono togliere i voti dalle scuole perché discriminano fra i preparati e gli impreparati, quelli che sono contrari al sapere e alla cultura “perché – dicono – uno con la quinta elementare può essere meglio di uno con tre lauree”. Quelli che sostengono che i sapientoni dovrebbero andare a scuola dal popolo e seguire le sue indicazione perché il popolo conosce i propri bisogni, non i professori o i potenti che fanno solo il loro interesse. Questo modo di pensare è esattamente quello di Mao Tze Tung che, nella rivoluzione culturale, spingeva i giovani a insultare e picchiare i vecchi dirigenti comunisti, obbligava i laureati e gli scienziati a rieducarsi andando a lavorare la terra coi contadini e affidava proprio ai contadini (che non ne sapevano niente) la produzione dell’acciaio in forni rudimentali fatti da loro. Questo esperimento fu una catastrofe economico-sociale e provocò milioni di morti.
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