
Sei aprile 2009, alle ore 3,32 la terra trema a L’Aquila e una violentissima serie di scosse, la più forte di magnitudo di 6.3 , devasta la città e molte aree della provincia. Oggi, a distanza di 11 anni, le restrizioni imposte dal coronavirus comporteranno niente fiaccolata nella notte e messa a porte chiuse.A rompere il silenzio saranno solo i 309 rintocchi in memoria delle vittime. Ma la catastrofe resta, non solo nel ricordo. La scossa colse nel sonno gli abitanti e rase al suolo case, monumenti, edifici storici, ospedali, università: la Casa dello studente diventerà uno dei simboli del sisma, con le sue otto vittime. Il bilancio finale sarà di 309 vittime, 1.600 feriti, di cui 200 gravissimi, circa 70.000 sfollati, di cui 13.000 studenti universitari fuori sede.
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