Uccise in «tempesta emotiva», il presidente della corte d’Appello spiega che la gelosia non è stata un’attenuante





Ha fatto discutere la sentenza della Corte d’Appello di Bologna che ha ridotto la pena di un uomo a soli 16 anni di carcere per aver ucciso a Riccione una donna con cui si stava frequentando. Si è parlato di «raptus emotivo», quindi di gelosia che avrebbe mosso il 57enne a infierire sul corpo della sua compagna e ucciderla. L’ha strangolata a mani nude, poi ha inscenato un suicidio. Per i giudici, però, tutto questo non è servito per confermare la condanna all’ergastolo, arrivando – seguendo alcuni step procedurali – alla pena di 16 anni di reclusione.

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Pubblicato il: 4 Marzo 2019

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