
Tutto questo sangue per una non-partita e per un non-attentato: ma com’è stato possibile? Alle due di notte siamo qui al pronto soccorso del Gradenigo, un piccolo ospedale in riva al Po, del tutto inadeguato a fronteggiare la fiumana dei feriti che continuano ad affluire da piazza San Carlo, luogo della non-partita e del non-attentato. Alla fine saranno più di 200, sui 1500 e passa del bilancio ufficiale. Fra loro c’è mia figlia Elisa, 18 anni, che aveva deciso di vedersi la finalissima con un amico e u-n’amica davanti al maxischermo.
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