
L’autocoscienza deve essere una qualità riservata a pochi, come dimostrato domenica sera da Luca Telese in diretta televisiva. Il giornalista – che ora scrive per La Verità dopo un passato a Il Fatto Quotidiano, a Il Giornale e all’ufficio stampa di Rifondazione Comunista – si è scagliato un’altra volta contro Marco Bentivogli, il segretario generale di metalmeccanici Fim Cisl finito sotto scorta nel 2017 dopo una serie infinita di minacce nei suoi confronti e per la sua famiglia. Il poliedrico giornalista-equilibrista, passato continuamente dalla sinistra progressista alla destra conservatrice con un passaggio anche alla protesta del Movimento 5 Stelle, ha definito il sindacalista un «servo dei padroni». Un vecchio modo di dire, spesso abusato, aiuta a comprendere meglio il nocciolo della questione: ‘Da che pulpito viene la predica’. Il palcoscenico da cui sono state pronunciate quelle parole è quello della domenica sera di La7, Non è l’Arena condotto da Massimo Giletti. Un teatro in cui si è ripetuto un attacco già andato in scena, sempre in una trasmissione della tv di Urbano Cairo, lo scorso 3 marzo quando Telese diede del «buffone» a Bentivogli parlando di scioperi, legge Fornero e Quota100
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