
Alla fine il Tav si farà, o almeno un Mini-Tav. Il capo del governo Giuseppe Conte ha chiesto all’ingegner Marco Ponti di redigere una nuova analisi costi-benefici sul progetto dell’alta velocità tra Torino e Lione, escludendo le spese del governo francese e dell’Unione Europea. Ed ecco che, improvvisamente, si dimezza il saldo negativo che aveva fatto gridare immediatamente al No Tav. Un calcolo più sensato, dato che si doveva analizzare la questione italiana e non estera, che apre le porte a un leggero ridimensionamento del progetto che, però, si farà. E nel Movimento 5 Stelle già scattano le prime proteste.
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