Tav, il destino dell’opera (e del governo) appesso alla sottile differenza tra «bando» e «avviso»





Da circa una settimana, ovvero da quando la situazione sulla Tav è passata da grave a gravemente urgente, in vista del termine ultimo per la scadenza dei bandi Telt e la conseguente possibilità di contare su fondi europei pari a 300 milioni, la soluzione prospettata era questa. L’aveva proposta Armando Siri, economista in quota Lega, l’ha fatta propria – con la lettera firmata ieri – il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Tav, la differenza tra bandi e avis de marchés Non partiranno i bandi, ma gli avis de marchés. Ovvero, delle manifestazioni d’interesse e nulla di più. Non per nulla Giuseppe Conte aveva chiesto a Telt di «soprassedere dalla comunicazione dei capitolati di gara, al fine di evitare che soggetti terzi possano formulare offerte per la realizzazione dell’opera». Tuttavia, questa soluzione da «azzeccagarbugli» messa nero su bianco in una lettera resa pubblica dall’avvocato del popolo Giuseppe Conte è più un escamotage politico che un vero e proprio escamotage tecnico

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Pubblicato il: 10 Marzo 2019

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