
La sinossi George Clooney torna al Lido con il suo sesto film nelle vesti di regista, dopo aver già presentato i suoi Good Night, And Good Luck nel 2002 e nel 2011 con Le idi di Marzo. La ridente cittadina di Suburbicon (che dà il nome al film) è il tipico agglomerato urbano degli anni ’50, con case a schiera tutte uguali e rigorosamente per famiglie bianche che vogliono condurre una vita tranquilla e serena. Ma fin dall’inizio del film quei bei sorrisi da pubblicità scompaiono con l’arrivo di una famiglia di colore in città. Nel frattempo una tragedia familiare si consuma, proprio di fianco alla casa dei nuovi arrivati: due loschi uomini fanno irruzione comportandosi in modo sempre più minaccioso con i presenti, il padre di famiglia (Matt Damon), la moglie (Julianne Moore), il figlio (Noah Jupe) e la zia (sempre Julianne Moore). Ma questo è solo l’inizio… Suburbicon: un attacco all’ipocrisia borghese americana Due storie quasi totalmente parallele vengono raccontate in Suburbicon: quella di una famiglia di colore vittima dell’atteggiamento brutalmente razzista degli abitanti della città e quella dei loro vicini di casa, dei borghesi come tanti coinvolti però in una misteriosa tragedia.
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