
Le parole, proprio come le persone, nascono, si sviluppano, magari fanno dei figli, godono di momenti di straordinaria notorietà, invecchiano e talvolta cadono nell’oblio. Una parola che di questi tempi vive un grande successo è bullo: evidentemente abbiamo spesso bisogno di riferirci a teppistelli prepotenti e arroganti. Tanto è diffusa la parola, quanto è incerta e discussa la sua origine.Olandese, tedesco, ingleseMolti la fanno discendere da una antica parola tedesca, bule, che significa «amico intimo». Significato positivo che però arrivando in Italia dal Veneto, proseguendo verso sud si sarebbe degradato fino a descrivere il giovane prepotente. Altri scomodano l’olandese boel (vuol dire fratello) che però non doveva comportarsi proprio bene se successivamente «invadendo» l’inglese avrebbe in qualche modo generato l’inglese bully (prepotente).Le metamorfosiL’unico concetto su cui sembra esserci un vasto consenso è la china discendente di questa parola da «buon ragazzo» a gradasso. Non è certo l’unica
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