
Non la classica spesa quindicinale all’ipermercato, ma acquisti mirati e a piccole dosi, a chilometro zero nei mercati locali o direttamente dai produttori: spesso è difficile, per mille motivi, ma è solo questa la ricetta per tagliare in modo netto gli sprechi di cibo passa anche da qui, secondo un’analisi di Coldiretti/Ixè diffusa oggi, 5 febbraio, in occasione della Giornata nazionale contro lo spreco alimentare.In Italia finiscono ancora in pattumiera senza nemmeno passare dalla tavola 36 kg di cibo all’anno pro capite (soprattutto frutta e verdura fresca, pane, cipolle/aglio, latticini, sughi): fanno una media di 85 kg di cibo gettati a famiglia, 2,2 milioni di tonnellate in tutto lo Stivale, per un costo complessivo di 8,5 miliardi di euro, pari allo 0,6% del Pil. Nel mondo, gli alimenti sprecati ammontano a 1,3 miliardi di tonnellate all’anno, mentre quasi un miliardo di persone non ha cibo a sufficienza.Dove si spreca di più. Tra gli italiani cresce l’attenzione al tema, con tre connazionali su quattro che hanno diminuito nell’ultimo anno la quantità di cibo gettato. Tuttavia, gli sprechi domestici rappresentano il 54% del totale di cibo buttato: ben più di quello che va perso nella ristorazione (il 21% del totale), nella distribuzione commerciale (15%), nella trasformazione della materia prima (2%) o nell’agricoltura (8%).Come cambiare le cose?
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