Spotify arriva in Palestina





Cecilia Qvist, la Global Head of Markets Spotify aveva fatto un annuncio importante il 15 novembre dichiarando che «Spotify lancia in Medio Oriente e in Nord Africa un servizio con un’esperienza utente completamente araba». Il servizio di streaming musicale è ora disponibile in 13 nuovi paesi, tra cui anche i territori occupati. Spotify apre una finestra sulla cultura musicale araba «L’hub arabo offre una piattaforma unica che porta l’intero spettro della cultura e della creatività arabe, passate e presenti» ha detto a Reuters Suhel Nafar, musicista della città israeliana di Lod e redattore senior di musica e cultura araba della piattaforma. Apple Music e YouTube erano già presenti, ma Spotify sostiene che si tratta del primo caso in cui un servizio di streaming crea un programma specifico per i territori palestinesi occupati: un’opportunità per far conoscere un altro aspetto della cultura mediorientale, e pare che già in pochi giorni la risposta sia stata estremamente positiva

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Pubblicato il: 22 Novembre 2018

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