Screening tumori colorettali e biomarcatori proteici fecali





Diversi biomarcatori proteici fecali risultano più sensibili rispetto al test FIT per il rilevamento dei tumori colorettali e degli adenomi avanzati, il che consentirebbe un incremento sostanziale dei rilevamenti di adenomi avanzati e tumori senza incrementare in numero di falsi positivi, e permettendo di rimuovere un maggior numero di queste lesioni mediante l’endoscopia piuttosto che la chirurgia a cielo aperto. Come affermato da Gerrit Meijer del Netherlands Cancer Institute di Amsterdam, autore di un recente studio in materia, il test FIT, che è stato in larga misura rimpiazzato dal test del sangue occulto nelle feci per lo screening dei tumori colorettali, è sensibile soltanto al 79% per il rilevamento di questi tumori, ed al 31% per gli adenomi colici avanzati. I test proposti nello studio sono incentrati su HBA1 e sei proteine con una sensibilità significativamente superiore ad HB1, ossia C3, alfa-2 macroglobulina, aptoglobina, C5, fibronectina 1 e ceruloplasmina. Questi nuovi biomarcatori possono sfruttare lo stesso sistema di raccolta dei campioni usato per il test FIT, e dopo una convalida clinica sarebbe quindi semplice migrare dai programmi di screening basati sul FIT a quelli con i nuovi biomarcatori, il che rafforza il potenziale della vera e propria implementazione dei nuovi test. Novel Stool-Based Protein Biomarkers for Improved Colorectal Cancer Screening: A Case–Control Study – Linda J.W

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Pubblicato il: 25 Gennaio 2018

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