
In un libretto del 1812, intitolato Osservazioni sull’uso del salasso, il medico milanese Anselmo Prato scriveva: «Mi sono studiato di esaminare nel miglior modo a me possibile quando e fino a qual punto possa giovare il salasso nelle malattie (…) e dimostrato che alcune delle ragioni addotte in favor del salasso sono false, e che le altre non son giuste». Sono passati due secoli, e il ministro della Salute Roberto Speranza ha deciso, come primo atto ufficiale, di dissanguare un altro po’ le famiglie italiane con una riforma a suo dire «epocale» della spesa sanitaria. Entro il 31 marzo 2020 (ma il premier Giuseppe Conte ha già frenato sui tempi), sarà infatti messa in cantiere la riorganizzazione del sistema dei ticket sanitari, ovvero la quota che i contribuenti versano allo Stato come forma di «compartecipazione» per le prestazioni assistenziali diagnostiche o ambolatoriali specialistiche.
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