
Pecunia non olet. E neanche i voti. Nelle ultime settimane, tra le varie peripezie dialettiche (e non solo) di Matteo Salvini c’è stato lo sdoganamento dell’insulto a una donna rom (che lo aveva minacciato in un’intervista) definendola prima «zingaraccia» (anche attraverso un post social) e poi « fottutissima zingara » dal palco del comizio della Lega a Milano.
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