
A un ministro non si chiede di conoscere alla perfezione i massimi sistemi della terra, ma almeno di essere conscio del funzionamento della macchina istituzionale e di quanto fatto in passato e che continua a funzionare anche al giorno d’oggi. E invece Matteo Salvini, per la seconda volta in pochi giorni, viene richiamato al banco e allo studio più approfondito dopo aver parlato della sua volontà – rivendicata fieramente in un’intervista con il quotidiano La Nuova Sardegna – di attivare un ‘Telefono rosso’ per consentire alle donne di denunciare gli episodi di violenza e stalking da parte degli uomini. Peccato che il 1522 esista già dal 2006 – e tratta la violenza femminile dal 2009, anno dell’entrata in vigore della norma sugli atti persecutori – e fa riferimento non a un ente privato, ma al ministero delle Pari Opportunità. «Lavoriamo perché ci sia una certezza della pena lavoriamo per azzerare questo crimine. Come ministro ho assunto ottomila agenti, non dico che ne metteremo uno in ogni pianerottolo di ogni palazzo, ma lavoriamo per rendere più sicure le città – ha detto, in un’intervista a La Nuova Sardegna, il ministro dell’Interno Matteo Salvini, rispondendo a una domanda sui femminicidi, con riferimento all’ultimo caso di Nuoro di domenica scorsa –
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