
Ci restano due tradizioni sulla battaglia di Zama: una di Livio e Polibio, seguita dalla maggior parte degli storici moderni, l’altra di Appiano e Cassio Dione, meno attendibile e meno seguita, che però ha un suo sostenitore, il Saumagne. Le differenze tra le due versioni sollevano difficoltà di ordine topografico, strategico, tattico, numerico e cronologico. I testi antichi, anche quelli storici, mancano di obbiettività e rigore: spesso le fonti degli storici erano opere epiche e letterarie che si basavano sulla fantasia; ma anche quando erano documenti scritti da generali, l’attendibilità era viziata dalla volontà del condottiero di costruirsi la gloria più sulla carta che sui campi di battaglia.
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