
Facciamo finta che va tutto bene, mentre intorno a noi il mondo precipita? Sarà stata questa la motivazione che ha spinto l’intera squadra di governo, da Matteo Salvini a Luigi Di Maio, passando per un presidente Giuseppe Conte sempre più in balìa del capriccio dei suoi vice, a presentarsi compatta alla Camera, non per annunciare il dramma della bocciatura della manovra da parte della Commissione Europea, ma per contare la propria maggioranza e guardare in cagnesco i franchi tiratori. Governo in aula, ma non è questo il problema Siamo in un clima da tardo impero, quello della catastrofe imminente. Quando Roma stava crollando, ma nei palazzi del potere si banchettava a tartufi, facendo finta di ignorare quello che stava accadendo fuori dai suoi confini. Ciò che si è verificato nell’ambito della discussione sul disegno di legge anticorruzione nella giornata di ieri, con il governo andato sotto su un emendamento che alleggerisce il peculato e l’abuso d’ufficio, è grave ma rientra nella logica della democrazia
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