
E’ finito in una bolla di sapone, come si temeva, il procedimento nei confronti degli imprenditori cinesi che spedivano milioni di euro all’estero. E’ finito come si temeva il maxi processo con oltre 200 imputati nato dall’inchiesta sull’enorme quantità di denaro inviata dall’Italia alla Cina attraverso gli sportelli money transfer. Nella tarda serata di ieri, 16 aprile, il collegio presieduto da Francesco Gratteri ha prosciolto 227 imputati perché i reati loro contestati, in gran parte reati fiscali, si sono prescritti. Per alcuni di loro restano in piedi altre contestazioni. Un esito prevedibile, tenuto conto che gli arresti degli imputati di primo piano scattarono quasi otto anni fa, nel 2010, e la prima tranche dell’inchiesta Cian Liu (fiume di denaro) si riferiva al periodo compreso tra il 2006 e il 2010
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