
Se l’obiettivo di una private bank italiana è generare margini soddisfacenti e soddisfare la clientela, gli investimenti alternativi (tra cui private equity, private debt e venture capital) sono diventati un elemento irrinunciabile nella gamma di offerta di prodotti. Certo non gli unici (la reportistica e l’analisi del portafoglio sono al primo posto, seguite dalla consulentza), ma di sicuro irrinunciabili. E’ quanto emerge dello spaccato italiano dell’ultima edizione del Global Wealth Management Report di EY , per il quale sono stati intervistati oltre 2000 clienti e 50 operatori, per una copertura totale di circa 70 mila miliardi di masse in 26 paesi.
Per leggere il resto dell’articolo devi collegarti direttamente sul sito della fonte:

