
Ben vengano gli incentivi fiscali per prodotti che investono in economia reale e dedicati a un pubblico non professionale, che rispettano precisi criteri, ma in ogni caso il mercato ha già deciso che quello dei private asset è un tema da cavalcare a prescindere. Certo, con tutte le avvertenze del caso, in modo da proporre il prodotto giusto all’interlocutore giusto, ma il concetto che anche investimenti illiquidi e di lungo periodo possano essere di interesse di una clientela privata è ormai passato, la domanda c’è e l’offerta si sta adeguando. Lo hanno detto chiaro nei giorni scorsi gli intervenuti al convegno organizzato da BeBeez nella sede di Milano Finanza su investimenti alternativi e mondo private e che non a caso ha avuto il patrocinio dell’ Associazione Italiana Private Banking (AIPB) . L’AIPB, ha detto il segretario generale Antonella Massari nel suo intervento al convegno (scarica qui le slide dell’intervento ), si sta battendo per il “riconoscimento di una categoria di investitori private, i quali più che sulla base di caratteristiche personali, trovino l’elemento qualificante nel tipo di servizio ricevuto e dalle relative tutele che da esso promanano”.
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