Poveri ladri – Marco Travaglio





Come si combatte la corruzione lo sanno tutti, almeno quelli che hanno studiato anche superficialmente la materia, oltre naturalmente a quelli che se ne occupano per professione (di scoprire e punire le mazzette, o di pagarle e intascarle). Avendo seguito, da giornalista, la più grande inchiesta sulla corruzione della storia occidentale, cioè Mani Pulite, ho scritto centinaia di articoli sulle poche norme di comune buon senso che servono. A partire da una vecchia battuta del professor Flick: “I protagonisti della corruzione sono due: Gustavo Dandolo e Godevo Prendendolo”.Anzitutto bisogna farla emergere, visto che è il delitto più occulto e clandestino che si possa immaginare. I furti d’auto e le rapine in banca, in casa e in gioielleria vengono tutti denunciati, sennò niente assicurazione, mentre le tangenti no: chi paga e chi intasca sono legati da un vincolo indissolubile di omertà, perché conviene a entrambi smazzettare in silenzio. Che fare?1) Aumentare il rischio per chi tace (pene severe e certe, cioè galera sicura; multe salatissime; radiazione dagli appalti pubblici per tutti i condannati; e prescrizione bloccata al rinvio a giudizio) e azzerarlo per chi parla (impunità a chi dice tutto e subito, rivelando agli inquirenti ciò che essi non sanno e, se poi si scopre che ha taciuto qualcosa, stangandolo duramente): così si innesca una gara a chi collabora per primo. Se Gustavo Dandolo canta e si salva, Godevo Prendendolo non ha alternative alla galera: anche se denuncia il complice, arriva in ritardo, raccontando agl’inquirenti ciò che già sanno da quell’altro

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Pubblicato il: 6 Settembre 2018

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