
Oggi ce ne sono milioni nelle nostre case e molti di noi li hanno visti usati dalle mamme e dalle nonne fin da quando erano piccoli. Ma i barattoli da conserva con il tappo a vite, che oggi vengono usati per la conservazione casalinga come per i prodotti industriali, dalle marmellate ai sughi, non sono sempre esistiti. Per secoli, la conservazione dei cibi è stata infatti limitata esclusivamente alle tecniche di salagione, essiccazione e affumicamento. Questo permetteva di tenere per lungo tempo e portare in viaggio soltanto carni e pesci, ma nessun tipo di cibo umido. La salsa di pomodoro, le marmellate e le minestre pronte erano insomma di là da venire. I barattoli e le giare, prima del 1858, venivano chiusi con tappi in sughero o in vetro fermati da ganci, ma non avevano tenuta stagna IL LATTONIERE CHE INVENTO’ IL PRIMO TAPPO A VITE Nel 1858, un lattoniere del New Jersey di nome John Landis Mason inventò un contenitore con imboccatura tonda e spalle squadrate dotato di una zigrinatura combaciante, che permetteva per la prima volta di avvitarvi sopra una chiusura in metallo altrettanto zigrinata.
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