
“Non c’è stato nessun vuoto decisionale”, dal 20 gennaio l’Italia si è dotata di un “piano nazionale di emergenza” sul contrasto al coronavirus con gli orientamenti programmatici che hanno ispirato le scelte del Governo. A dirlo a Monica Guerzoni, sul Corriere della Sera, è Andrea Urbani, direttore generale della programmazione sanitaria del Ministero della Salute, che replica alle critiche sui ritardi nelle decisioniprese, spiegando che in quel documento erano delineati tre scenari per l’Italia, uno dei quali così drammatico che il piano non è stato divulgarlo e anzi, è stato secretato. “Dal 20 gennaio avevamo pronto un piano secretato e quel piano abbiamo seguito. La linea è stata non spaventare la popolazione e lavorare per contenere il contagio”.
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