
Luigi Di Maio ha rotto il silenzio sulla Pernigotti dopo che aveva preferito incontrare i gilet gialli a Parigi insieme ad Alessandro Di Battista, invece di recarsi al tavolo della contrattazione nel giorno decisivo in cui è stato sancito il destino dell’azienda. Toksov, la proprietà turca, non è disposta a cedere il marchio, così come aveva chiesto il vicepremier e ministro del Lavoro. Non ci sono state leggi speciali per la tutela dei grandi marchi del made in Italy. L’unica cosa prevista all’orizzonte è la cassa integrazione per 130-150 lavoratori, impegnati da sempre in una delle produzioni più caratteristiche del settore enogastronomico.
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