Perché con l’omicidio di Hevrin Khalaf si è voluta uccidere la speranza





Ci sono fotogrammi di fronte ai quali è impossibile chiudere gli occhi. Si sedimentano nel flusso di morti e violenze che contraddistinguono ogni guerra fino a diventare il segno nitido dell’orrore, dell’abisso che si cela dietro quel fragile e precario equilibrio che chiamiamo civilità. La foto di una bambina che correva scappando dalle bombe al napalm americane servì al mondo ad aprire gli occhi sugli orrori della guerra del Vietnam, le bombe fatte esplodere nel 1995 nel mercato di Sarajevo, ridestarono un’Europa sonnolenta sulla mattanza che si stava consumando alle porte di casa.

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Pubblicato il: 14 Ottobre 2019

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