
Ci siamo trovati più volte a criticare, legittimamente, le applicazioni che richiedevano l’autorizzazione ad accedere a molti dei dati presenti sui nostri dispositivi. Spesso e volentieri, questa dinamica è presente sui social network o su altre app relative al settore gaming. Insomma, un qualcosa non propriamente necessaria e indispensabile nella vita di tutti i giorni. Ma se tutto ciò accadesse a strumenti digitali strettamente fondamentali? È il caso dell’ app di Poste Italiane che n…
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