
Josefa, l’unica sopravvissuta del naufragio al largo delle coste della Libia avvenuto il 17 luglio scorso, è arrivata a Maiorca con i membri dell’equipaggio dell’Ong Proactiva Open Arms. LEGGI ANCHE > In Libia i barconi vengono affondati con i migranti ancora a bordo Nonostante le condizioni di salute della donna non siano ancora ristabilite, le prime parole pronunciate riassumono bene uno squarcio di verità su una vicenda ancora poco chiara: “Sono arrivati i libici, ci hanno picchiato e ci hanno lasciato in mare“. Nel frattempo i membri di Open Arms, dopo avere rifiutato lo sbarco in Italia dopo le dubbie dichiarazioni del governo sulla nuova policy intrapresa sui porti, hanno deciso di presentare una denuncia per omissione di soccorso e omicidio colposo contro il capitano della Triades, il mercantile che ha “ignorato” le vittime del naufragio, e promesso di fare lo stesso “contro il capitano del pattugliatore della Guardia costiera libica” che avrebbe distrutto il gommone con a bordo Josefa e almeno una donna e il suo bambino, morti in attesa dei soccorsi. C’è anche l’intenzione di presentare una denuncia contro le Guardia costiera italiana e maltese per il reato di omissione del dovere di assistenza. Il governo italiano ha immediatamente respinto le accuse al mittente
Per leggere il resto dell’articolo devi collegarti direttamente sul sito della fonte:

