
Potrebbe riaprirsi il caso di Emanuela Orlandi, la ragazza, figlia di un dipendente del Vaticano, misteriosamente scomparsa all’età di 15 anni il 22 giugno 1983 in centro a Roma. Sono in corso accertamenti sul rinvenimento di alcune ossa in un edificio di proprietà della Santa Sede situato in area extraterritoriale vaticana, precisamente in un locale annesso alla sede della Nunziatura apostolica di via Po 27. I resti umani sono stati scoperti lunedì pomeriggio durante lavori di ristrutturazione. Si stanno dunque eseguendo delle comparazioni, in particolare sul cranio e sui denti, per verificare se le ossa siano da ricollegare alla vicenda Orlandi oppure a quella di Mirella Gregori, altra ragazza minorenne scomparsa nel 1983, il 7 maggio. Le indagini si stanno svolgendo in collaborazione con la magistratura italiana. (Immagine da Google Street View) Ossa rinvenute in un palazzo del Vaticano, la speranza di riaprire il caso Emanuela Orlandi Un comunicato della Santa Sede ha spiegato ieri che dopo il rinvenimento il Corpo della Gendarmeria è «prontamente intervenuto sul posto informando i superiori della Santa Sede che hanno immediatamente informato le autorità italiane per le opportune indagini e la necessaria collaborazione nella vicenda»
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