
Chi ha portato avanti, da ormai quattro anni, la battaglia per far sì che la raccolta firme per i referendum potesse avvenire anche attraverso una piattaforma digitale (possibilmente di Stato, come previsto dall’ultimo dpcm che – finalmente – l’ha resa operativa) ha sperato moltissimo in una prova matura dello Stato. Questa maturità è arrivata con un certo delay rispetto ai piani iniziali e sicuramente ha ritardato i tempi rispetto a nuovi progressi che le piattaforme digitali posson…
Per leggere il resto dell’articolo devi collegarti direttamente sul sito della fonte:

