
La famiglia Ciontoli, coinvolta nella morte del giovane Marco Vannini nella loro villetta di Ladispoli, ha deciso di ricorrere in Cassazione contro la sentenza di condanna della Corte d’Appello che, qualche mese fa, aveva già ridotto le pene rispetto a quanto deciso dal primo grado di giudizio. L’attenzione, in particolare, è rivolta sul caso del capofamiglia Antonio Ciontoli, sottufficiale della Marina Militare, a cui era stata inflitta una condanna di cinque anni di reclusione, rispetto ai 14 sentenziati in precedenza per il caso dell’omicidio Vannini. Per ripercorrere questa triste storia che arriva dal litorale a Nord di Roma, occorre fare un passo indietro fino ad arrivare a quella tragica data del 18 maggio 2015. Il giovane Marco Vannini si trovava nell’abitazione di Ladispoli dove viveva la sua fidanzata Martina Ciontoli.
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