
Il nome è di quelli da leggenda. Impossibile non legarlo” alle gesta di Marco Polo, alle carovane che si snodano lungo l’immensità delle pianure e dei rilievi asiatici, ai broccati e alle spezie che raccontano di mondi lontani e affascinanti. La vecchia “Via della Seta” si estendeva per circa 8 mila chilometri ed era costituita da una serie di itinerari terrestri, marittimi e fluviali attraverso il quale, i due grandi imperi dell’Antichità (il “Celeste Impero” e quello romano) facevano affari e “conversavano”. Una sorta di prova generale di “globalizzazione” in un mondo che correva ancora sul dorso dei cavalli o degli asini. Ora che il mondo corre alla velocità dei bit la “Via della seta” torna al centro del dibattito e il progetto potrebbe sancire, per molti, il cambio dell’assetto geopolitico ed economico che ci caratterizza dal secondo dopoguerra
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