
Recensione Non spegnere la luceVoto 7. Sono passati ormai tre anni dall’uscita in Italia di Nel cerchio, ultimo romanzo di Bernard Minier, scrittore francese molto apprezzato su questo blog.Grazie alla casa editrice La nave di Teseo, in questo 2017 abbiamo potuto apprezzare Non spegnere la luce, nuovo romanzo di Minier con ancora protagonista il detective Martin Servaz.In questa storia il detective “malconcio”, soprattutto psicologicamente, non è mattatore esclusivo ma dovrà dividere gran parte dello spazio con Christine Steinmeyer. Speaker radiofonica di grido, figlia di genitori importanti, Christine si appresta a passare una tranquilla vigilia di Natale assieme al fidanzato Gerard, quando una lettera d’aiuto scuote la sua esistenza.Una donna ignota chiede supporto a Christine, se non riceverà soccorso potrebbe anche suicidarsi. Al contrario di qualunque altro essere umano che bollerebbe la lettera come uno scherzo di cattivo gusto, Christine prende sul serio la richiesta e si immola al 100% in questa causa.All’improvviso la sua vita diventa un inferno, vittima forse di uno stalker oscuro.In maniera altrettanto enigmatica Martin Servaz riceve delle chiavi di una stanza di un hotel, teatro in passato di un suicidio. In questo caso l’interesse del protagonista è spinto anche da motivi professionali.A mio avviso, Bernard Minier ha fatto ancora una volta centro con un buon thriller, dal finale ricco di colpi di scena anche se alcuni un po’ azzardati.La parte iniziale è forse il punto debole, molto cadenzata e che coinvolge poco. Superato lo scoglio iniziale il romanzo procede in maniera abbastanza spedita nonostante le 700 pagine circa.La storia di Martin senza dubbio continuerà, mentre molto probabilmente non sapremo più nulla dell’esistenza degli altri protagonisti, comunque molto ben costruiti.TRAMA: E se qualcuno prendesse il controllo della tua vita
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