
Sulla vicenda del presunto lavoro nero della ditta Ardima srl, fondata da Antonio Di Maio, padre di Luigi Di Maio, bisogna essere rigorosi e scrivere le cose come stanno. Altrimenti si cerca di attaccare il Movimento 5 Stelle con le armi del sensazionalismo proprie del grillismo. Nelle ultime ore, dopo il servizio de Le Iene, su diversi giornali – ma anche sui profili social di alcuni deputati del Partito Democratico, come Lia Quartapelle – sta circolando la voce della mancata dichiarazione in alcun documento ufficiale, da parte del vicepremier, della sua partecipazione al 50% nella società. Partecipazione Di Maio all’Ardima srl, il malinteso Come prova di tutto ciò si allega il curriculum che Luigi Di Maio aveva preparato nel 2013, al momento del suo ingresso alla Camera dei Deputati per la prima volta da parlamentare eletto. L’equivoco nasce qui, perché la dichiarazione allegata non contiene alcun riferimento alla società di famiglia
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