Neil Harbisson, l’uomo-robot che vede i colori con un’antenna





Non ha certamente la ferocia assassina di un Terminator, né l’impassibilità di un replicante. Quello che colpisce di Neil Harbisson , trentatreenne artista catalano-irlandese è semmai l’apparente ordinarietà, sempre ammesso che si sorvoli sull’antenna, impiantata nel cranio, che parte dalla nuca e gli penzola davanti agli occhi. Harbisson è un cyborg che non combatte per la salvezza o lo sterminio dell’umanità, ma potrebbe, nondimeno, dare il via a una (piccola?) rivoluzione. “Sappiamo cosa significa “transgender”, una condizione che nel secolo scorso è diventata accettata in diversi paesi. Nel ventunesimo secolo credo che sentiremo parlare molto di “transpecies”, persone dotate di organi e percezioni diverse da quelle dei normali umani”, spiega quando lo incontriamo nel corso del Singularity Summit di Milano

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Pubblicato il: 3 Ottobre 2017

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