
Nella discussione che si è aperta in Parlamento, e soprattutto nel Paese, circa l’opportunità di vietare, o comunque contenere, il lavoro domenicale nel settore del commercio, in queste ore c’è stato l’autorevole intervento dell’Istat.In un approfondimento dedicato appunto al lavoro nei giorni festivi presentato alla Camera dei Deputati, dove si stanno esaminando proprio i disegni di legge che dovrebbero disciplinare in futuro gli orari di apertura dei negozi, sono stati infatti presentati numeri molto significativi.Pratica molto diffusaEbbene, i dati raccolti dall’Istat testimoniano che, sebbene riguardi soprattutto la Grande distribuzione organizzata (Gdo), il lavoro domenicale coinvolge anche i piccoli negozi. Nel 2016 più della metà dei dipendenti del commercio (il 54,4%) ha infatti lavorato almeno una domenica.Lo ha fatto il 76,1% di chi è dipendente della Gdo e il 36,4% di chi lavora in negozi di quartiere e botteghe. Fra tutti i lavoratori domenicali del commercio, quelli che sono stati attivi almeno una domenica su due sono il 21%, più di uno su cinque.Il motivo: guadagnare qualcosa in piùDallo studio dell’Istat emerge che i “lavoratori della domenica”, e come vedremo non è un caso, sono soprattutto giovani e donne. Nella Gdo il 40,8% degli occupati “festivi” sono under30, mentre nella piccola distribuzione la percentuale scende al 25%. Le lavoratrici domenicali della Gdo sono invece il 28,1% (contro il 23,3% dei colleghi uomini) mentre nei piccoli negozi sono il 18,9% contro il 12,1%.La particolare predisposizione di queste due categorie al lavoro domenicale si spiega con l’aumento dello stipendio per chi è disposto a sacrificare il giorno di festa restando in negozio.
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