
Morto Stalin se ne fa un altro (The Death of Stalin), arriva purtroppo in sordina nelle nostre sale italiane e sconterà una distribuzione di nicchia, ma non lasciatevi scappare questo gioiello di film realizzato dal creatore di Veep, Armando Iannucci e interpretato da un cast d’eccezione. Morto Stalin se ne fa un altro: sinossi Siamo alla fine dell’epoca del terrore di Stalin e il grande vecchio si trova sul letto di morte. Questa situazione scatena tutti gli avvoltoi del Politburò in una serrata lotta alla successione, tra ortodossia di partito, corsa al potere, imbarazzi e residui di un’epoca di terrore e soprattutto meschinità, debolezze umane e comicità involontaria nel vedere tutte queste cose sommate insieme in personaggi solo all’apparenza irreprensibili e di grande statura politica. Morto Stalin se ne fa un altro: le nostre impressioni Morto Stalin se ne fa un altro, traduzione un po’ imbarazzante di The Death of Stalin, è un film che affascina, perché la comicità nera di Iannucci, il suo voler descrivere la meschinità dell’essere umano che si cela dietro la facciata dei regimi totalitari è intelligente, divertente e, sfortunatamente, molto rara di questi periodi sia al cinema, sia in televisione. Il film del regista scozzese tiene l’attenzione dello spettatore altissima per tutto il film, non ci sono pause, il ritmo è forsennato ma tutto si segue incredibilmente bene, tra risate scroscianti e sorrisi amari, che si inseriscono con grande naturalezza tra scene di una violenza incredibile, senza però ridurre quest’ultima a qualcosa di banale.
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