«Mio padre, editore detenuto in Cina»





Ad Angela Gui deve mancare moltissimo lo scambio di sorrisi e battute complici con suo padre. E forse è proprio in questo profondo legame d’amicizia, oltre che tra figlia e genitore, che si spiega la sua battaglia per la liberazione di Gui Minhai. Lo scrittore ed editore nato in Cina, trasferitosi a Goteborg nel 1988 e naturalizzato svedese l’anno successivo, è detenuto da 565 giorni nella Repubblica Popolare Cinese con accuse non provate e senza un’assistenza legale. Proprio oggi l’uomo compie 53 anni e questa sera Angela sarà al Festival dei diritti umani di Milano per promuovere la campagna Free Gui Minhai. In una lunga intervista a Osservatorio Diritti, Angela parla della sua battaglia: «Faccio quasi tutto da sola, ma ho l’aiuto e il sostegno delle organizzazioni Pen International, Human Rights Watch, International Publishers Association e Open Society Foundation, alle quali sono immensamente grata».

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Pubblicato il: 8 Maggio 2017

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