
Provateci voi, a diventare ciclisti famosi negli anni 40 senza chiamarvi Coppi o Bartali . Eppure di quell’epoca eroica e innocente, contadina e non certo professionista come oggi, c’è rimasto almeno un terzo nome, che galleggia nella memoria di molti, senza riguardo di generazione. Quel nome, anzi cognome, è Malabrocca, più un aggettivo ormai che un cognome, così popolare nell’Italia del dopoguerra che ispirò persino Gassman-Brancaleone quando doveva insultare Aquilante, il suo riottoso cavallo giallo (“malabestia!”, appunto: aneddoto raccontato a chi scrive da Monicelli in persona, ndr).
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