Mafia a Brescia, sequestrati ad un barista beni per 15 milioni di euro





La Direzione Investigativa Antimafia ha sequestrato una villa, tre auto, 11 società e 2 ditte individuali, queste ultime sparse tra Brescia, Bergamo, Milano, Torino, Verona, Roma e Gela. Fanno capo ad un barista di 31 anni, Rosario Marchese, di 31 anni, residente a Lonato in obbligo di soggiorno, ritenuto «contiguo» al clan mafioso dei Rinzivillo di Gela. Le società sequestrate al barista diventato repentinamente ricco imprenditore operavano nei settori della consulenza amministrativa, finanziaria e aziendale, della sponsorizzazione di eventi e del marketing sportivo, del noleggio di autovetture e mezzi di trasporto marittimi ed aerei, del commercio all’ingrosso e al dettaglio di prodotti petroliferi, di studi medici specialistici, della fabbricazione di apparecchiature per illuminazione e della gestione di bar. “Questa operazione delle forze di investigazione e di polizia – ha dichiarato il procuratore generale di Brescia, Pier Luigi Maria Dell’Osso – dimostra che ormai la criminalità organizzata fa parte del tessuto imprenditoriale bresciano e dell’intero distretto della corte d’Appello

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Pubblicato il: 2 Marzo 2019

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