
Chi l’ha detto che il tempo corra solo in una direzione? O che lo scorrere degli anni, e dei secoli, coincida per forza con il progresso sociale o individuale? È questa l’ossessione più ricorrente che il cinema di Kubrick, breviario visivo essenziale per capire il cinema (e forse buona parte di quello che è stato il Novecento) sembra suggerire. Il regista ci lasciava 20 anni fa, il 7 marzo 1999, sul finire di un secolo che aveva contribuito a tratteggiare, dopo anni di studio e capolavori.
Per leggere il resto dell’articolo devi collegarti direttamente sul sito della fonte:

