
“Uno vale uno”. Dopo il disastroso risultato alle elezioni europee ed amministrative, ritorna in mente il ritornello con cui il Movimento 5 Stelle aveva compiuto il miracolo, qualche urna fa. A guardarlo oggi, non sembra più lo stesso: perdita di consensi, un’alleanza forzata con un partito opposto, une leadership messa in discussione. Quelli che chiedono la testa di Luigi di Maio sono un nutrito gruppo, sopratutto dei pentastellati del secondo turno: i primi, gli originari, restano vicini al leader
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