
Un primo cambio di passo nei confronti della passata gestione del Viminale è già nei fatti. Luciana Lamorgese, il ministro dell’Interno che è chiamato a sostituire Matteo Salvini, non ha Twitter, né utilizza i social network come abituale elemento di comunicazione. Da qui un primo vantaggio: non si ripeteranno equivoci che andranno a confliggere con l’azione delle forze dell’ordine quando si tratta di comunicare delicate operazioni anti-mafia o anti-droga o, ancora, anti-terrorismo.
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