
In piazza del Plebiscito, Napoli , il lockdown, anzi Look down ha preso la forma di una grande installazione pubblica : un neonato rannicchiato in posizione fetale sui sanpietrini, incatenato a terra. A firmare l’opera è Jago , al secolo Jacopo Cardillo, scultore di Frosinone già noto alle cronache per il busto in marmo di Benedetto XVI “spogliato” Habemus Hominem , realizzato nel 2009 e voluto da Vittorio Sgarbi per la 54esima Biennale di Venezia del 2010 tra diverse polemiche. La scultura di Jago a Napoli , installata all’alba del 5 novembre in collaborazione con la Fondazione San Gennaro – un metro e sessantacinque di marmo bianco nel cuore della città, accolto dalla diffidenza e dalla curiosità dei passanti – sono una denuncia della condizione fragile di un’intera fetta di società schiacciata dalla crisi economica, ma anche un invito a rivolgere lo sguardo verso il basso, verso i problemi sociali scatenati dalla pandemia e verso una povertà sempre più diffusa.
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