
Presenza di alcuni autoanticorpi, diabete di tipo 2 preesistente e presenza, a livello ematico, di RNA dei virus SARS-CoV-2 ed Epstein-Barr (EBV): sono i quattro fattori presenti già alla diagnosi iniziale di COVID-19 che potrebbero che possono permettere di predire se un paziente soffrirà o meno del cosiddetto “long COVID”, la sequela di sintomi che persiste o torna dopo la fase acuta della malattia respiratoria. A individuarli è stato uno studio pubblicato su Cell da un team coordinato…
Per leggere il resto dell’articolo devi collegarti direttamente sul sito della fonte:

