Lo squalo che visse (e morì) due volte: l’opera d’arte tra il requisito di originalità e l’applicazione del diritto autoriale di modificazione





Damien Hirst , ( Bristol 1965 ) oggi in assoluto uno degli artisti più quotati sul mercato, vive e lavora a Londra, è il capofila dei “ YBAS ” ( Young British Artists ) e cavalca ai vertici la scena dell’arte britannica sin dagli anni ’90. Molte delle sue opere sono incentrate sul concetto di morte, inducono profonde suggestioni che  colpiscono nell’intimo, tanto la mente che lo stomaco. La più conosciuta è “The Physical Impossibility Of Death In the Mind Of Someone Living” ovvero, “L’impossibilità fisica della morte nella mente di un vivo” .  Si tratta di uno squalo di 4 metri e mezzo imbalsamato in formaldeide , una sostanza resinosa trasparente, con tenui riflessi azzurri che una volta solidificata avvolge e permea tutto lo squalo in un blocco rettangolare, sua volta racchiuso in una teca di vetro, sagomata da una cornice metallica bianca.

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Pubblicato il: 2 Luglio 2019

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