
A distanza di 6 anni dalla precedente versione, è stata pubblicata la quarta edizione della definizione universale di infarto miocardico a cura della Società Europea di Cardiologia (ESC), dell’American College of Cardiology (ACC), dell’American Heart Association (HAH), della World Heart Federation (WHF) Task Force for the Universal Definition of Myocardial Infarction. Il documento contiene importanti aggiornamenti sulla definizione dei cinque tipi di infarto miocardico e sul loro meccanismo fisiopatologico ed alcuni nuovi concetti quali la distinzione tra “danno miocardico” e “infarto miocardico” e il ruolo delle metodiche per immagini nella diagnosi. Inoltre il documento contiene interessanti approfondimenti su forme particolari di infarto miocardico, quali l’infarto con coronaropatia non ostruttiva (MINOCA), la sindrome Takotsubo, l’infarto associato a malattia renale cronica, l’infarto associato a scompenso cardiaco, l’infarto silente o misconosciuto. Particolarmente degna di nota la distinzione tra “danno miocardico”, documentato dalla elevazione delle troponine, e l’infarto miocardico, caratterizzato dalla evidenza clinica o strumentale dalla eziologia ischemica del danno miocardico
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