
Dopo settimane di lanci, anticipazioni e polemiche è andata in odnda la puntata di Report (programma di inchiesta di RaiTre curato e condotto da Sigfrido Ranucci) che si è occupata della vicenda dell’indagine Alto Piemonte, giunta al secondo grado di giudizio e dentro la quale c’è una parte dedicata a ricostruire il tentativo delle cosche calabresi di infiltrarsi nel business del bagarinaggio e del controllo della Curva Sud dell’Allianz Stadium della Juventus.Una storia emersa già lo scorso anno e finita anche sul tavolo della giustizia sportiva con il deferimento del club e del suo presidente Andrea Agnelli, le richieste della Procura della Federcalcio (30 mesi di squalifica per Agnelli), le sentenze in primo e secondo grado e il lavoro della Commissione parlamentare Antimafia con i veleni per l’ raccontata dal procuratore Pecoraro e poi smentita nella sua esistenza.Report è entrato in possesso dei documenti dell’indagine della Procura di Torino e ha raccolto altre testimonianze che, secondo i curatori della trasmissione, hanno offerto uno spaccato inquietante del rapporto tra la Juventus e le sue frange più estremiste di tifosi oltre che del sistema calcio in generale.Un contesto, ha spiegato il conduttore Sigfrido Ranucci, in cui “la Juventus ha rischiato seriamente di essere infiltrata dalla ‘ndrangheta; se questo non è avvenuto è perché ha degli anticorpi forti, più forti di altri”. Quasi un docu-film, più che un’inchiesta, essendo il materiale già agli atti di due corti oltre che di quella sportiva.Le sentenze del processo Alto PiemonteLa premessa doverosa è che nè la Juventus in quanto società, nè alcun suo dipendente o collaboratore è mai stato indagata, accusata, rinviata a giudizio o tanto meno condannata per quanto emerso nella parte dell’inchiesta Alto Piemonte relativa ai rapporti nelle curve dello Stadium.Il processo penale è arrivato alla sentenza d’appello che ha visto condannati Saverio e Rocco Dominello, quest’ultimo a cinque anni, oltre all’ex ultras bianconero Fabio Germani. L’uomo che, secondo quanto appurato dal Tribunale, avrebbe introdotto Dominello nel mondo Juventus consentendogli di prendere in mano il business del bagarinaggio.La società sarebbe stata ben disposta a garantire ai capi ultras quote di biglietti da rivendere lucrando, ma allo stesso tempo avrebbe avuto un rapporto quasi succube nei confronti dei personaggi finiti al centro dell’inchiesta e sarebbe stata inconsapevole del loro profilo legato alla criminalità organizzata.E’ la stessa conclusione del procedimento sportivo in cui Andrea Agnelli è stato condannato a 12 mesi di inibizione, poi ridotti a 3 in appello con multa di 100mila euro e proscioglimento per non processabilità degli altri dirigenti con l’eccezione di Francesco Calvo, all’epoca direttore commerciale. Il tribunale sportivo ha accertato la violazione della normativa sulla vendita dei tagliandi da parte della Juventus, ma ha anche scritto che Agnelli era ignaro rispetto ai legami di Rocco Dominello che gli era stato presentato solo in qualità di persona in grado di fare da intermediario con i tifosi e di garantire l’assenza di problemi di ordine pubblico all’interno della Curva Sud.Cosa ha detto l’inchiesta di ReportL’inchiesta di Report si è concentrata in particolare sue due filoni: il suicidio di Raffaello ‘Ciccio’ Bucci, ex componente dei Drughi della Curva Sud e collaboratore del club nella gestione dei rapporti con i tifosi, rimasto misterioso e sul quale si indaga ancora e il bagarinaggio non terminato nemmeno dopo indagine e condanne.Bagarinaggio non finitoReport ha raccolto la testimonianza di Bryan Herdocia, ex ultras bianconero arrestato nel 2015 e al quale erano state trovate 80 carte d’identità false utili per intestarsi biglietti dello stadio.
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